IL MALE ESISTE. CAMMINA TRA NOI

Oltre l’Ombra e le razionalizzazioni

Adriana Tanese Nogueira | Psicoanalista e ricercatrice della natura umana | Instituto AELLA (fondatrice, Brasile) | adrianatns@icloud.com | @cleoadriana

Il male esiste.
Non come metafora, né come costruzione simbolica tardiva, né come semplice effetto collaterale di traumi o incomprensioni. Esiste come pratica, come scelta, come coinvolgimento.

Negli ultimi decenni, il linguaggio psicologico — in particolare la nozione di Ombra — ha spesso finito per funzionare come un ammortizzatore di questa constatazione. In nome dell’integrazione si giustificano impulsi non elaborati; in nome della comprensione si romantizza la crudeltà; in nome del “processo” si normalizza la distruzione.

Il risultato è un’anestesia della coscienza.
Integrazione diventa permissività, e il dolore del “processo” viene interpretato come inevitabile anziché come segnale che siamo di fronte a forze distruttive fini a se stesse. Poiché tutto è simbolico — anche il dolore — lo si tollera, lo si spiega, lo si sopporta. Anche quando lacera.

Questo testo nasce dalla constatazione che il simbolico, quando viene isolato e assolutizzato, smette di illuminare e comincia a proteggere ciò che dovrebbe invece essere guardato in faccia e trasformato. Quando si rimane nel simbolo più a lungo di quanto sia necessario alla sua elaborazione, non si attraversa verso l’altro lato della realtà: si resta prigionieri di un “fare finta” simbolico, comodo, che protegge dalla verità nuda e cruda — dalla concretezza con tutto il suo peso e il suo dolore.

A un certo punto, insistere esclusivamente sulla lettura simbolica diventa una forma sofisticata di difesa: una razionalizzazione elegante e traditrice.

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